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Gli angeli... dai camini al cuore del pubblico

Grande successo per gli alunni delle classi terze dell'I.C. Aurigemma ieri sera 27 gennaio presso il centro Infanzia Peter Pan, trasformatosi per l'occasione in teatro.
Il pubblico ha apprezzato lo sforzo dei ragazzi, che in due settimane, hanno dato il meglio di sè per riflettere sulla tematica delicata della shoah e per entrare nel personaggio che ognuno di loro doveva interpretare. Quindici giorni di intenso lavoro, fatto di prove di recitazione, di riflessioni e discussioni in classe, ma anche di studio per le verifiche di fine quadrimestre, che non sono mancate. Nonostante ciò, tutti sono riusciti a comunicare forti emozioni a chi assisteva allo spettacolo. Ognuno di loro ha dato prova di forte impegno e senso di responsabilità, oltre che di grande sensibilità e, in alcuni casi, di eccezionali doti interpretative.
La corale polifonica “Monteforte” e i maestri Severino e Galasso hanno regalato al pubblico in sala emozioni meravigliose con la loro arte.
Erano presenti il Dirigente scolastico dott. Tullio Faia, il Sindaco dott. Sergio Nappi, l'Assessore alla cultura Dott.ssa Valentino, Don Antonio Testa. Ospite graditissimo, il Prof. Ottavio Di Grazia, docente di storia delle religioni ed esperto di ebraismo presso l'ateneo napoletano Suor Orsola Benincasa, che ha speso parole di apprezzamento per la performance dei ragazzi, definendo il testo teatrale un’ottima ricostruzione storica, corretto anche dal punto di vista filologico e senza sbavature.
Nella seconda parte della serata il professore, intervistato dalla prof.ssa Ausiello, ha risposto a domande degli alunni con la sua solita competenza comunicativa e padronanza della materia. Le sue risposte, pur essendo ricche di particolari storici e culturali, erano sempre comunicate con grande partecipazione emotiva. Di Grazia ha più volte richiamato la necessità per il nostro Paese, per dovere morale nei confronti di chi la tragedia del genocidio l’ha vissuta in prima persona, di fare i “ conti col passato”, con quel passato che ha visto tanti uomini e donne di cultura, di scienza sottoscrivere le leggi razziali, con le terribili conseguenze che esse hanno avuto sui cittadini ebrei italiani e questo prescindendo da un giudizio politicamente collocato, ma strettamente etico. Ha anche parlato del complesso rapporto tra massa e potere cercando di trovare una risposta alla mancata reazione del popolo italiano alle leggi razziali, alla persecuzione degli ebrei e degli oppositori del regime.
Non è mai semplice trovare risposte a tragedie di portata così immensa. Troppo spesso si rischia di apparire di parte, di voler scaricare le responsabilità su chi in quel preciso momento storico era al potere. Ma per dovere morale è d’obbligo sforzarsi di fare un’analisi dei fatti attenta, chiara, senza pregiudizi e preconcetti ideologici, facendosi guidare solo dal profondo senso di rispetto per l’uomo, per i suoi diritti, per i valori che sono comuni a tutta l’umanità a prescindere dal colore della pelle, dal credo religioso, dal colore politico, perché solo questa strada può permetterci di non incamminarci più lungo i binari che conducono ad una nuova Auschwitz, in qualsiasi posto del mondo l’uomo possa pensare di edificarla.




 


   
         
         
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